Il personal trainer e la postura

Nel corso della storia l’uomo si è sempre evoluto. La prima evoluzione cominciò dalla forma di primate a quella di homo erectus. Questo passaggio comportò il passaggio dallo stato di quadrupedia allo stato bipodalico con conseguenti cambiamenti e adattamenti nel corpo e nella sua struttura. Alcuni esempi sono la struttura del rachide che ha assunto quattro curve (da una) per distribuire efficacemente le forze verticali, la modificazione della forma del piede e lo sviluppo di una certa propriocezione sempre per adattarsi alla verticalità, l’adattamento degli organi di senso alla posizione eretta e molti altri.

Il controllo posturale deriva dall’integrazione di diverse afferenze che derivano da diverse zone del corpo:

Propriocezione muscolare:

  • composta da fusi neuromuscolari che rispondono alla lunghezza del muscolo e alla sua variazione;
  • organi muscolotendinei del golgi che misurano la tensione muscolare.

Propriocettori dell’apparato vestibolare:

  • utricolo e sacculo che attraverso determinate strutture mantengono la posizione eretta del capo nei movimenti;
  • canali semicircolari: sensibili alla velocità, ci informano di una perdita di stabilità con una risposta posturale molto forte;

Apparato visivo:

  • I movimenti della testa fanno muovere gli occhi e quando l’immagine si muove tramite la retina il cervello elabora le informazioni visive e dà vita ad aggiustamenti oculari e posturali.

Apparato stomatognatico:

  • Ultimamente si sta approfondendo come le strutture presenti nella zona masticatoria vadano ad influenzare sulla cervicale e quindi sull’intera colonna soprattutto per via di strutture muscolari e neurologiche.

Programmazione del lavoro.
Dopo un’attenta osservazione sui diversi piani posturali ( visione anteriore, posteriore, laterale e movimenti attivi, filo a piombo), bisogna stare molto attenti a non commettere l’errore di ‘raddrizzare’ ciò che vediamo come storto. Questo perché molto spesso ciò che vediamo è la conseguenza di un compenso che si è instaurato nel tempo dato da qualcos’altro che magari non è nemmeno vicino alla zona che noi vediamo come ‘storta’. Anzi andando a mettere a posto i compensi potremmo scatenare ulteriori dolori verso il cliente. Dunque si può procedere con esercizi di mobilizzazione, allungamento e rinforzo delle zone dove riteniamo necessario attuare determinati lavori.
Per questo tipo di lavoro è fondamentale che il professionista sappia come modificare il programma di allenamento in base alle esigenze posturali e ai risultati che si ottengono o agli errori che si notano. Inoltre per un risultato maggiormente efficace si consiglia una collaborazione tra diversi professionisti del settore in maniera tale da ottimizzare i risultati e dare una visione il più globale possibile al lavoro che si vuole svolgere.

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